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Traditions & Culture July 10, 2004 Views: 4 5 min read

Baci di Alassio, Amore e Addio

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

L’estate italiana, quella stagione che, nonostante gli anni che passano, si insinua nella pelle e non ti abbandona mai, è come un segno che non guarisce, una cicatrice che si fa più viva ogni volta che la sfiori. Cammino sulla spiaggia di Alassio, il suono delle onde che si infrangono è l’eco di un ricordo che continua a tornare, come se avessi bisogno di ascoltarlo ancora, di toccarlo ancora, di sentirlo dentro. La sabbia sotto i piedi è ormai familiare, e il mare, che non chiede nulla, continua a risucchiare e restituire, come il ciclo stesso della vita che non smette mai di girare. Mi fermo e mi lascio avvolgere dalla scena: una vetrina illuminata, un negozio di dolci che sembra voler parlare senza parole, solo con il profumo che si diffonde nell’aria, un richiamo che non può essere ignorato. Un profumo di nocciole e cioccolato che mi prende alla gola, che mi riporta a quel tempo in cui il mondo sembrava fermarsi per un istante, dove ogni cosa, anche la più piccola, aveva il sapore della promessa. Sono lì, i famosi baci di Alassio, piccoli gioielli di zucchero e passione che non smettono mai di esistere. Il cioccolato che si scioglie in bocca è una carezza che non si interrompe mai, una promessa che persiste anche quando tutto cambia. Eppure, come ogni cosa che nasce e cresce, c’è qualcosa di amaro in tutto questo, come in ogni amore che si consuma nel tempo, come ogni bacio che, prima o poi, sa che deve dire addio. Ma il cuore della nocciola, quel battito che emerge dal cioccolato, è un ricordo che non smette di battere, una cicatrice che non si è mai rimarginata, una nostalgia che sa di dolce e di amaro, come tutto ciò che amiamo e poi perdiamo. La prima volta che assaporai questi baci, avevo tre anni. Alassio, estate. Le mani di mio padre e mia madre che mi stringevano, le risate di quei momenti che non torneranno mai più, e la vita che sembrava eterna, che non aveva confini né scadenze. Mi sembrava che nulla potesse fermarmi. Il mare, il profumo di sale mescolato al cioccolato, mi promettevano che nulla sarebbe mai cambiato, che il tempo non avrebbe avuto alcun potere su di me. E invece eccoci, anni dopo, a cercare di afferrare ciò che non si può trattenere.

Oggi, mangiare quei baci è come rivedere un vecchio amore che ti ha lasciato, un volto che non hai mai dimenticato, ma che non riconosci più del tutto. Il sapore è lo stesso, ma il cuore che lo assapora è diverso. Ogni cosa è cambiata, tutto è più distante. Mi viene in mente quella volta che il mare ci parlò, quando una tempesta si alzò all’improvviso e ci fece capire che nulla è eterno, nemmeno la calma che precede la tempesta. E in quel momento, nel cuore della tempesta, ho capito che la dolcezza di un bacio è sempre seguita dalla consapevolezza che nulla può durare per sempre. La bellezza di un amore, di un ricordo, è tutta in quella fragilità che lascia il segno. Il passato non è mai passato, è sempre presente, come il sapore del cioccolato che resta sulla lingua, come un ricordo che non smette mai di essere vivo. Il mio respiro diventa più lento, come la sabbia che scivola sotto i piedi, come il tempo che passa senza fermarsi. Non ci sono più risate, non ci sono più mani che si intrecciano. C’è solo il silenzio di un ritorno, un ritorno che è come un bacio che si allontana senza volerlo. Eppure, in quel silenzio, c’è una vita che si nasconde, che si agita, che è sempre presente, come il battito del cuore che non smette mai di suonare. Il cioccolato, la nocciola, la sabbia, tutto si mescola in un flusso che mi ricorda quanto sia dolce e amaro crescere, quanto la giovinezza sia un sapore che non si può trattenere, che scivola via in un attimo, come un bacio che si allontana. Mi chiedo, a volte, se con il tempo riuscirò mai a non sentire la mancanza di quelle estati, di quei baci, di quei momenti che non si possono rivivere se non nel ricordo, se non nel gusto che resta. Ma il cuore continua a bruciare, nonostante tutto, e nonostante gli anni, la fiamma non si spegne mai del tutto. C’è qualcosa che non si può ignorare, una forza che ci spinge a non arrenderci, a non lasciare andare. Il cuore sa che, in fondo, anche il più dolce dei baci lascia una ferita.

Osservo il mare, il cielo che cambia colore al tramonto, e mi rendo conto che ogni cosa ha il suo tempo, ogni dolce ha il suo amore e il suo addio. Non ci sono cose che rimangono per sempre, non ci sono amori che non finiscono. Ogni bacio è un gesto semplice, ma ogni gesto segna la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Quanti baci di Alassio ho ancora da dare? O forse sono già stati dati tutti, senza che nemmeno me ne accorgessi, senza che avessi avuto il tempo di afferrare ciò che stavo vivendo. Il mondo, la vita, è fatta di attimi che scorrono senza chiedere permesso. Eppure, ogni piccolo gesto, ogni dolce che assaporo, ogni ricordo che riaffiora, mi fa sentire che, in qualche modo, sono ancora lì. Con un piede nell’estate di Alassio, e uno nel presente che scivola via senza che io riesca a fermarlo. Quante volte dobbiamo dire addio per comprendere davvero il significato di un primo amore? E cosa resta alla fine, quando tutto è stato detto e fatto, quando non ci sono più parole da dire? Quel che resta, forse, è la consapevolezza che, in fondo, non possiamo mai avere tutto, non possiamo fermare il tempo. Ma in ogni piccolo gesto, in ogni ricordo, in ogni bacio che diamo e riceviamo, c’è la bellezza di essere vivi, anche quando tutto scivola via senza che possiamo fermarlo.

• Remember me,
• Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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