Genova, di Nuovo
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Sono a Genova. Papà non sa che sono venuta per M. Sa solo che “volevo vedere il mare”.
E forse è vero. Volevo vedere il mare.
E lui.
Ci siamo incontrati al solito posto. Quello con le sedie di legno e il caffè troppo forte. Aveva i capelli più corti. Un libro della sampdoria in mano. Mi ha guardata come se fossi appena atterrata dal cielo.
“Sei qui,” ha detto.
“Sono qui,” ho risposto.
Abbiamo camminato per un’ora.
Fino a Nervi. Fino a quando il sole è calato.
E in quel silenzio, tra onde e vento,
ho sentito una cosa strana:
non dovevo fingere. Potevo solo essere.
E quando mi ha baciata,
sul molo, con le luci del porto che tremavano sull’acqua,
ho capito: questo non è un sogno.
È la mia realtà.
Anche se nessuno la vede.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.