Gli occhi che parlano senza parole
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Non parliamo molto. Lui e io. Ma non ne abbiamo bisogno. Oggi, in un bar a Camogli, ci siamo guardati per 43 secondi. Senza sorridere. Senza toccarci. Solo occhi. Ho cronometrato. Pupille dilatate. Frequenza cardiaca: stimata 82 bpm (da osservazione del polso). Nessun segnale di stress. Solo attenzione. Pura. Completa. H. dice che è “magia”. Io dico che è “riconoscimento”. Perché a volte, due persone si riconoscono non per ciò che dicono, ma per ciò che non devono dire. Ed in quei 43 secondi, ho capito: non devo spiegarmi. Lui mi vede. Esattamente così. Con la mia logica. Con i miei silenzi. Con la mia ossessione per i dati. E non mi chiede di essere diversa. Mi chiede solo di essere qui.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.