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Matter & Spirit February 17, 2009 Views: 4 3 min read

L’anatomia del tremore

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Ogni fibra del corpo racconta una storia. A volte è sussurrata, altre è un grido che lacera il silenzio #

Mi sveglio con la sensazione che qualcosa stia vibrando sotto la mia pelle. Non è paura, non è stanchezza. È un movimento incessante, irrequieto, come se la vita stessa cercasse di farsi spazio tra le ossa e i muscoli. Mi chiedo: che cosa significa davvero avere i nervi a fior di pelle?. Non è un’iperbole. Lo senti nel cuore che batte troppo veloce, nei polmoni che cercano aria come se fosse l’ultima boccata. È nei polpastrelli che tremano senza ragione apparente. E’ questo ciò che ci rende vivi?

Oggi preparo una tisana diversa, lontana dal monotono aroma del tè nero o del caffè mattutino. Scelgo radice di zenzero, scorza di limone e un pizzico di pepe nero. I profumi si mescolano in un crescendo speziato che quasi stordisce. Mentre l’acqua bolle, il vapore danza davanti ai miei occhi, creando una nebbia temporanea che riflette il mio stato d’animo. Mi fermo un momento, il cucchiaio in mano. Guardo fuori dalla finestra. Una fila di alberi nudi, piegati dal vento. C’è qualcosa di inesorabile in quel movimento, qualcosa che parla di resistenza.

Tocco il vetro con la punta delle dita. È freddo, gelido. Come lo sono certe emozioni che ci attraversano senza chiedere il permesso. Mi chiedo: quanto possiamo sopportare prima di spezzarci?. Mi siedo con la mia tazza calda. Bevo lentamente, sentendo il calore scendere fino allo stomaco. Ogni sorso è un antidoto, ogni pausa un momento per ricompormi. Ripenso agli studi di neurofisiologia che ho letto di recente. I nervi, quei fili sottili che ci collegano al mondo, sono i protagonisti invisibili della nostra esistenza. Trasmettono dolore, sì, ma anche piacere. Non fanno distinzioni; sono democratici nella loro brutalità.

Se i nervi non si fermano mai, perché dovremmo farlo noi?. Il silenzio nella stanza è interrotto solo dal ticchettio dell’orologio. Ogni secondo è una scossa che mi ricorda che il tempo non aspetta nessuno. Alzo gli occhi e vedo il mio riflesso nello specchio appeso alla parete. Sono io quella donna? O sono un mosaico di emozioni, una somma di tensioni che si allentano e si riannodano senza sosta?. Forse non importa. Forse vivere significa accettare questa continua oscillazione tra il controllo e il caos. Ma mi chiedo: possiamo davvero chiamarlo equilibrio? O è solo un modo elegante per sopravvivere?

Ogni giorno, i miei nervi mi parlano. Non sempre li ascolto, ma oggi lo faccio. Perché so che in quel tremore, in quella vibrazione che non riesco a fermare, c’è una verità che non posso ignorare. E tu? Quante volte senti i tuoi nervi gridare e scegli di non ascoltarli?

• remember me
• Eclipse •

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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