Il triangolo delle esclusioni
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Oggi in cortile ho notato una geometria strana:
le ragazze della terza B sempre in cerchio, sempre chiuse.
Uno schema perfetto.
Ma qualcuno era fuori.
Ho parlato con G., che si sentiva “laterale”.
Mi ha detto: “A volte stare fuori è meglio che fingere di essere dentro.”
Aveva ragione.
Ma l’ho detto solo dopo, mentalmente, a casa.
Durante scienze, parlavamo di simmetrie nel corpo umano.
Mi chiedo se anche nell’anima esistano assi da rispettare.
O se le deviazioni siano la vera bellezza.
Io, oggi, mi sono sentita un po’ trapezio.
Ma anche i trapezi hanno una base.
Ed è larga abbastanza per costruirci sopra qualcosa.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.