La combinazione segreta
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Non era un diario. Era il diario.
Quello nero, spesso, pieno di segnalibri e fotografie incollate con lo scotch. Mentre cercavo una pila nel cassetto, l’ho visto e non ho resistito.
Ho letto solo due pagine. Una del 1979. Mamma parlava di papà, di quando lo aveva conosciuto. Scriveva che le sue mani le davano sicurezza, e che aveva paura dei suoi silenzi.
Mi sono sentita in colpa. Ma anche incredibilmente vicina a lei.
Forse i genitori sono come libri sigillati che a volte sbagliamo a non leggere. La chiave non è nel rispetto, ma nella delicatezza.
Non ho detto nulla. Ma ho stretto il diario come se fosse un frammento del mio futuro.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.