La tanto attesa corsa
L’ho aspettata per giorni, questa corsa.
Tra i compiti e le lezioni, il corpo diventava un pensiero secondario, ma dentro spingeva.
Oggi il mio istruttore di atletica ci ha portati al Parco Sempione.
Il cielo era coperto, ma il vento odorava di aprile in anticipo.
Ci hanno fatto fare riscaldamento in cerchio, poi scatti a coppie.
Io ero con C. Rideva mentre correvamo, io no. Io contavo i respiri.
Avevo bisogno di quella corsa come si ha bisogno di un grido che non puoi dire.
La prima curva è stata come l’inizio di una fuga.
La seconda, una lotta con le gambe pesanti.
Alla terza ho sentito il cuore battere contro la gola.
Alla quarta, ero viva. Interamente.
Ho finito seconda. Ma con il petto aperto.
Sotto l’ombra degli alberi, ho pensato che correre è una forma di poesia.
Solo che la scrivi col sudore.
THE END.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.