L’equinozio nei polmoni
Secondo post del giorno #
Oggi è il primo giorno di primavera.
Abbiamo fatto lezione di filosofia nel cortile, sulle sedie pieghevoli.
La prof.ssa E. ha parlato di Platone e della caverna.
Io guardavo le ombre vere proiettate dai rami contro il muro scolorito.
Mi sono chiesta: se uscissi davvero dalla caverna, chi diventerei?
Sento che marzo mi cambia, in silenzio.
Non riesco più a pensare con la stessa nitidezza dell’inverno.
È come se la luce scivolasse nelle sinapsi.
A mensa ho assaggiato una mela nuova: dolce, ma con retrogusto acido.
Mi ha ricordato qualcosa che non so dire.
Forse le emozioni che arrivano quando non le cerchi.
In corridoio ho incrociato L., il ragazzo che ha ballato con me nel ballo in maschera.
Ci siamo guardati un secondo in più del solito, forse mi ha riconosciuta, boh.
Poi sono corsa via. Il cuore aveva il battito accelerato dell’equinozio.
Per la vergogna.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.