Ritorno
Sono tornata.
Milano è grigia, ma non fredda. Il cielo era coperto quando siamo arrivati, ma il giardino era pieno di luce. La villa sembra più piccola, dopo Loano. Ma è casa.
Ho riaperto il pianoforte. La tastiera era un po’ polverosa. Ho suonato Clair de Lune di Debussy. È strano: quando lo suonavo prima dell’estate, era perfetto. Ora è diverso. Meno preciso, ma più profondo. Come se dentro ci fosse qualcosa che non c’era prima.
H. mi ha chiamata. Dice che mi sente “più presente”. Forse perché ora non penso solo a cosa devo fare, ma a cosa ho vissuto.
Domani inizia la scuola. Ho rivisto Y. in chat. Mi ha chiesto se avevo fatto i compiti di fisica. Gli ho risposto di sì. Non gli ho detto che ho pensato a lui solo una volta quest’estate.
E M.? Non so. Non abbiamo parlato da ieri. Forse non parleremo. Forse non serve.
A volte penso che certe persone non siano destinate a restare. Sono come un’eclissi: durano pochi minuti, ma cambiano per sempre il modo in cui guardi il sole.
(Continua…)
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.