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Laws & Universe February 1, 2001 Views: 3 1 min read

Equazione d’Inverno

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Il freddo è cambiato. Non pizzica più la pelle, ma si infila tra i pensieri, lento, insistente. Ieri sera, mentre studiavo termodinamica, ho capito una cosa: non esiste equilibrio termico tra due corpi se uno resiste al contatto. Eppure, anche nella resistenza, avviene uno scambio. Minimo. Invisibile. Ma reale. Così è con M. Non viviamo nello stesso spazio, ma nello stesso tempo. Ci incontriamo ogni due settimane, a Genova, dove il mare è scuro e le salite sono ripide come promesse non mantenute. Non parliamo di soldi, di ville, di nomi. Parliamo di silenzi, di libri letti a metà, di stelle che non hanno bisogno di essere catalogate per esistere. È un paradosso: lui appartiene al mio mondo, ma lo rifiuta. Non per ribellione romantica, ma per fedeltà a se stesso. E forse, è proprio questo che mi attrae. Non il ribelle, ma l’uomo che sa chi è. Anche quando il mondo gli chiede di essere altro. Stamattina, mentre bevevo il caffè davanti al giardino coperto di brina, ho pensato che forse l’amore non è un evento. È un processo. Lento. Irreversibile. Come la fusione del ghiaccio. E io, senza accorgermene, sto già sciogliendo.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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