Genova, Ancora
Sono tornata a Genova.
Questa volta non per papà.
Questa volta per ME.
Ho preso il treno da sola, con lo zaino, un libro di fisica moderna, e il cuore leggero. M. mi aspettava alla stazione. Senza promesse. Senza scenari. Solo: “Se vieni, sarò lì.”
Abbiamo camminato per ore.
Per le salite di C., tra i vicoli di Prè, fino al Faro.
Abbiamo aprlato tanto, come ogni parola fosse necessaria.
Mi ha mostrato il suo bar preferito, dove fanno il caffè con la cannella. Mi ha raccontato che vuole fare il marinaio.
Io gli ho detto che voglio studiare l’universo.
Lui: “Allora sei già lontana.”
Io: “Eh, anche tu sai?”
Lui: “Ma tu mi vedrai lo stesso da lassu’.”
Siamo saliti sulla terrazza di un palazzo abbandonato.
Il mare era nero, pieno di luci.
E lui ha detto:
“Non voglio averti per forza. Voglio solo non perderti.”
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.