I miei sogni parlano di luoghi lontani
Stamattina mi sono svegliata alle 3:18. Senza motivo. Il buio era denso. Ho acceso la luce piccola. Ho guardato il soffitto. Ed ho ripensato al sogno: ero su un pianeta sconosciuto. Atmosfera blu. Due lune. Nessun suono. Camminavo su una superficie liscia, come vetro. Non avevo paura. Solo una sensazione di leggerezza. Come se la forza di gravità fosse 0,3 g. E’ forse un desiderio di fuga? Oppure solo la mente che elabora dati cosmologici durante il sonno REM? Ho annotato: “Sogno = simulazione inconscia di scenari impossibili.” Forse non devo andare su un altro pianeta. Forse devo solo imparare a vivere su questo. Con tutti i suoi difetti. Con tutte le sue imperfezioni. E con la consapevolezza che, a volte, l’universo è dentro di me. Non fuori.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.