Il Ballo della Scuola
C’è stata la festa del SC. Non volevo andarci. Odio i balli scolastici. Sembra sempre di essere in un film americano mal doppiato. Ma H. ha insistito: “Devi vivere anche le cose stupide.”
All’inizio, sono rimasta in un angolo con un succo di frutta e un libro. Poi hanno messo Spaceman dei Babylon Zoo. H. mi ha trascinata in pista. Abbiamo ballato come due pazze, con i capelli in faccia e le scarpe slacciate.
Ad un certo punto, ho visto Y. che mi guardava. Non con desiderio. Con curiosità. Come se non mi riconoscesse. Bene. Forse è così che inizia il cambiamento.
Più tardi, M. ha chiamato. Sul cellulare.
Ho risposto in giardino, fuori dalla palestra, con il vento tra i capelli.
“Come stai?” ha chiesto.
“Sto ballando,” ho detto.
Silenzio. Poi: “Allora sei felice.”
“Non lo so. Ma sto vivendo.”
Ho sentito un sorriso nella sua voce.
E ho capito: Non serve vedersi.
A volte, basta sentirsi.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.