Piano Sotterraneo
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Stamattina, prima della scuola, sono scesa nel piano sotterraneo della villa. È lì che tengo il pianoforte. Nessuno lo usa mai. È vecchio, con i tasti un po’ gialli, ma suona ancora come una voce antica.
Ho suonato Gymnopédie No.1 di Satie. Piano. Molto piano. Poi ho provato ad improvvisare. Non una melodia precisa. Solo note che seguivano il battito del cuore.
Mamma è entrata dopo un po’. Non ha detto niente. Ha solo appoggiato una tazza di tè sul leggio. Quando ho finito, ha detto: “È la prima volta che suoni con sentimento.”
Ho annuito.
Perché è vero.
Prima suonavo con le dita.
Ora suono con la pelle.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.