Il vento tra i rami fioriti
Il vento di aprile è diverso. Non è freddo come quello di marzo. È umido. Carico di polline. Di promesse. Oggi, mentre camminavo verso la stazione, ho sentito un profumo: mimosa. Non l’avevo mai notato prima. L’ho analizzato: composizione chimica, temperatura di fioritura, durata media del ciclo. Forse non devo sempre analizzare. Forse a volte basta annusare.
Mi avete chiesto di M. Ed ho riletto i miei post vecchi, ed è vero. Non ho scritto di M. a marzo. Non perché non ci fosse. Ma perché era troppo vicino per essere osservato. Come un oggetto che non vedi se lo tieni troppo vicino agli occhi. È stato presente. Ogni fine settimana. A Genova. In silenzio. In un caffè. Su un molo. In una stanza con le finestre aperte sul mare. Ma non l’ho messo a fuoco. Perché quando qualcosa è reale, non serve descriverlo. Basta viverlo. Oggi, però, il vento lo ha portato qui. Nel ricordo. Nell’aria. E forse, è il momento di riscriverlo.
Non come un sogno. Ma come un dato.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.