Passi lenti sul selciato bagnato
Ieri a Genova ha piovuto. Leggera. Costante. Tipo di pioggia che non bagna subito, ma impregna. Siamo usciti dopo cena. Lui con il giubbotto anti vento, io con il cappotto lungo. Abbiamo camminato senza meta. Lungo i carruggi. Fino a C. I passi risuonavano sul selciato. Li ho cronometrati: 1,2 secondi tra un passo e l’altro. Sincronizzati. Non per progetto. Per abitudine. Per affinità. Ad un certo punto, si è fermato. Ha detto: “Ascolta.” Ho ascoltato. Solo pioggia. Solo passi. Solo silenzio. Poi: “È come un metronomo.” Ho detto: “No. È un sistema in equilibrio.” Non è il romanticismo. È la coerenza. Il fatto che i nostri tempi coincidano. Che non dobbiamo parlare per essere in sincronia. E che a volte, l’amore non è un’emozione. È un’oscillazione condivisa.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.