La versione infinita
La versione di oggi sembrava una trappola:
un testo di Cesare così contorto da sembrare uno scherzo posticipato.
Ma io mi ci sono tuffata, riga dopo riga, come in un labirinto.
Ho scoperto che, se leggi abbastanza lentamente, anche Cesare diventa umano.
C’è un verbo che ripeteva spesso: existimare.
Valutare. Credere. Stimare.
Mi ha fatto pensare a quanto spendiamo a stimare gli altri,
e quanto poco tempo usiamo per stimarci da soli.
Durante l’intervallo mi sono appoggiata al termosifone caldo,
e ho guardato la luce attraversare il vetro opaco della finestra.
Le ombre sul muro sembravano note musicali.
Nel pomeriggio ho letto tre pagine di Calvino e
ho scoperto che l’invisibile può essere più reale del visibile.
Come quando ti manca qualcosa che non hai mai avuto.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.