Lui Non Dovrebbe Essere Qui
Ho chiesto a M. di tornare qui a Milano… E lui che ha fatto? (…)
C’era una festa a casa degli O. in Brera, luci basse, musica jazz, camerieri in guanti bianchi. Io indossavo un tubino nero di mia madre, “prendilo, è vintage Chanel”, e un paio di Louboutin che non avevo mai osato mettere fuori casa.
Stavo parlando con N., educato, noioso, perfetto, quando ho visto la portafinestra aprirsi. Ed è entrato lui.
M.
Con i capelli bagnati, senza cravatta, senza invito. Si è fermato in fondo alla sala, ha incrociato il mio sguardo, e ha detto solo: “Ho sbagliato posto?”
No.
Hai sbagliato mondo.
Ma sei l’unica cosa vera qui dentro.
Sono andata da lui.
Senza scuse. Senza spiegazioni.
Solo: “Vieni via con me.”
E siamo scappati con il mio scooter, con il motore acceso e il vestito che si spiegava sul sedile. Lui ha detto: “Sembri una regina in fuga.”
Io: “Oggi non voglio regnare. Voglio esistere.”
Il potere non è comandare. È scegliere.
E io ho scelto lui. Anche se non dovrei.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.