M. è qui
È venuto a Milano. Senza avvisare. -Mi ha scritto: “Sono in stazione Centrale. Credo di essermi perso.”
Sono corsa. Letteralmente. Con i capelli al vento e il cuore in gola. Era lì. Con lo zaino, una felpa bianca, il suo fisico da paura e lo sguardo che non dimentico. Gli sono corsa in contro, mi ha preso in braccio e ci siamo baciati… Sembrava una scena di un film. Alla fine ci siamo guardati. Poi abbiamo camminato lungo il binario, parlando di niente: del treno, del tempo, di un film che ha visto, della sampdoria e di quanto gli sono mancata.
Poi, prima di salire, mi ha dato un foglio piegato. “Leggilo dopo,” ha detto.
Ci siamo abbracciati. Ci siamo baciati. Il suo respiro era vicino. E il mio cuore ha fatto un salto.
Sul foglio c’era una poesia di Pessoa.
E in fondo, scritto a mano:
“L’estate non è finita. È solo in pausa.”
Ho sorriso.
E ho capito:
A volte, i confini sono solo linee tracciate male.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.