Profumi di libri chiusi e quaderni pieni
Ho chiuso tutti i quaderni. Uno per uno. Matematica con gli esercizi risolti in blu e le formule sottolineate due volte, fisica con i disegni delle onde elettromagnetiche, filosofia con le frasi di Sartre cerchiate e quelle di Camus che ho letto e riletto come se fossero canzoni. E in fondo a quello di inglese c’è un foglietto con scritto “I love the way you think” e non so chi l’ha messo, ma so che non è stato Y. E forse non ha importanza, perché a volte basta sapere che qualcuno ti vede per quello che sei e non per come ti vesti o dove abiti.
Mentre li mettevo in ordine, ho sentito il profumo della carta nuova e della gomma usata, ed ho pensato che forse i ricordi non sono nei volti ma negli oggetti che tocchiamo ogni giorno, e che un giorno guarderò questi quaderni e ricorderò chi ero prima di diventare chi sto diventando. E magari, seduta sul terrazzo con il sole che cala e il vento che porta il mare fin qui, capirò che ogni pagina chiusa è un piccolo passo verso chi sarò, e che certi dettagli, così minuti, sono l’unica vera misura del tempo che passa e delle persone che ci cambiano.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.