Sguardi Rubati
Il cortile della scuola era un universo a sé, fatto di chiacchiere sommessе e passi veloci.
Ho incrociato Y. vicino alla fontana, intento a scrivere qualcosa su un quaderno logoro.
«Hai finito di studiare per filosofia?» ho chiesto cercando di sembrare indifferente.
Lui ha sorriso, un sorriso che mi ha fatto girare la testa. «Ancora no, ma ci provo.»
Poi, come se nulla fosse, ha chiesto: «Tu? Sei sempre la prima a capire tutto.»
Mi sono sentita improvvisamente leggera, come se le parole fossero ali invisibili.
A pranzo, H. mi ha raccontato del suo litigio con la prof. di latino. «Non capisco perché deve essere così severa!» ha sbottato.
Abbiamo riso insieme, e per un attimo il mondo sembrava meno complicato.
Il pomeriggio ho camminato con Y. verso la biblioteca, parlando di libri e sogni.
Ho scoperto che anche lui ama Baudelaire, e questo ci ha fatto sentire complici.
La sera, seduta sul terrazzo di casa, guardavo le luci di Milano.
Era come se tutto fosse possibile, se solo avessi avuto il coraggio di chiedergli di più.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.