Tra scaffali di memoria
Sono andata in biblioteca per scegliere un libro di storia dell’arte.
Il silenzio tra gli scaffali è pieno di respiri e sussurri.
Mi sono seduta in un angolo, con un volume di arte medievale aperto sul mio grembo.
Ho sfogliato pagine ingiallite che trasudavano tempo. Ogni illustrazione era una finestra silenziosa su un passato dimenticato.
Nel pomeriggio sono uscita e ho caminato lungo via XX Settembre.
Ogni insegna, ogni porta, era un messaggio in codice da decifrare.
Il fast food luminoso, il bar con il tavolino di marmo.
Mi sembra che Milano parli solo se le stringi la mano.
A casa, ho ricopiato sul diario una poesia di Ungaretti che ho trovato spuntare nel libro.
Le parole sembravano fatte di marmo e di luce insieme.
Mi ha fatto sentire che il tempo ha cicli circolari.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.