Una lettera che non spedisco mai
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
L’ho scritta. Su carta spessa. Inchiostro blu. Indirizzo: M. – Genova. Ma non l’ho spedita. Perché non serve. Lui sa. Ed io so.
E tra sapere e dire, c’è un abisso.
Ho scritto: “Non ho bisogno di te per essere me. Ma con te, sono più completa.”
Poi ho cancellato “completa”.
Ho scritto: “coerente.”
Meglio. Più vero. L’ho piegata. Messa in un libro di fisica. Pagina 217. Dove parla di entropia. Perché certe cose devono restare in equilibrio.
Né spedite.
Né distrutte.
Solo esistenti.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.