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Networks & Codes June 16, 2001 Views: 9 2 min read

Appunti sparsi e progetti sospesi

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Ho trovato un foglio nel quaderno di matematica con scritto: “Università a Cambridge”, “Blog da trasformare in libro”, “Viaggiare con M.”, “Non sposare un ricco”, “Fare l’astrofisica”, “Non smettere di scrivere”. Era pieno di scarabocchi, frecce e numeri, e sembrava un esperimento, ma era solo la mia vita disegnata come un piano.

Mentre lo guardavo, ho pensato che forse non devo fare tutto subito, ma solo non dimenticare che voglio farlo. A volte basta scrivere le cose per farle diventare reali, come una magia che non ha bisogno di formule. Ho sorriso pensando a quanto siano strane le decisioni che sembrano piccole ma cambiano tutto: scegliere di amare un ragazzo che odia i gala, o decidere di non andare alla festa di S. per restare a casa a leggere Calvino, o portare con sé il costume blu anche se fuori piove.

Il futuro non è un luogo, ma un insieme di istanti, di piccoli gesti quotidiani che somigliano a mattoni invisibili: i libri che leggo, le risate con H., i messaggi che scrivo a M., le passeggiate nel parco che sembrano lunghe ore di libertà. Ho preso una penna e ho aggiunto sul margine del foglio: “Non perdere la curiosità. Non fermarti mai. Ricorda di guardare il cielo anche quando piove”.

Perché ogni piano, anche quello più pieno di numeri e frecce, ha bisogno di sogni oltre le linee. Ed io voglio che i miei sogni siano più grandi dei quadrati sul quaderno, più profondi delle formule, più veri di qualsiasi promessa fatta agli altri.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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