L’eco delle risate che resteranno
Ieri sera H. e io siamo andate al Naviglio. Abbiamo camminato a piedi nudi sul bordo del canale, con le scarpe in mano, e abbiamo riso per niente, come solo le amiche vere sanno fare. A un certo punto abbiamo visto due gatti che si rincorrevano, e lei ha detto: “Sembrano noi due alle medie”. Abbiamo riso ancora più forte, e mentre ridevo ho pensato che forse non è l’amore romantico l’unica forma di magia, ma anche l’amicizia, quando è vera, quando non ha bisogno di spiegazioni, quando puoi stare in silenzio e sentirti a casa.
Il cielo era pieno di stelle che si riflettevano nell’acqua, e il vento portava con sé l’odore di pane e fiori di un vicino bar. H. mi ha preso la mano per un istante e io ho sentito che non servono parole, che alcune persone entrano nella tua vita e restano anche senza promesse. Quando siamo tornate a casa, ho aperto il blog e ho scritto “grazie”, senza sapere a chi, ma sapevo che era per lei, per M., per il gelato al cocco e fragola, per il mio shampp e bagnoschiuma al cocco, per il mare che mi aspetta, e per il fatto che, anche se non so cosa sarà di me, so che non sarò mai sola.
Ho spento il computer e mi sono sdraiata sul letto, ascoltando il silenzio della stanza. Ogni piccolo momento di oggi sembrava un pezzo di eternità: la risata condivisa, i piedi bagnati, i gatti che correvano come se il mondo fosse solo loro, ed io che sentivo la certezza dolce e semplice che certe amicizie, come certe estati, rimangono per sempre dentro di te, anche quando il tempo cambia tutto il resto.
Mi mancherai amica mia.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.