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Essence & Future June 12, 2001 Views: 7 2 min read

La valigia che prende forma piano

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Ho aperto la valigia stasera. È ancora vuota, ma ci ho messo dentro il costume blu, il libro di Calvino che non ho finito, il pigiama leggero e la Polaroid con le ultime due foto: una di H. che ride, e una di M. mentre mi guarda, senza saperlo, scattata di nascosto perché non mi lascia mai fotografare e dice che le persone vere non si catturano, ma si vivono. Io lo capisco, ma ogni tanto lo faccio lo stesso, perché voglio ricordare ogni dettaglio del suo viso.

Poi ho aggiunto il diario, il gameboy e il braccialetto d’argento che mi ha regalato a Natale e che non tolgo mai, nemmeno sotto la doccia. Ho sistemato tutto con calma, controllando che ogni cosa fosse al suo posto, come se ordinare gli oggetti fosse un modo per ordinare anche i pensieri. Mentre lo facevo, ho sentito che l’estate stava per iniziare davvero, non con la fine della scuola, ma con il momento in cui decidi cosa portare via con te.

Porto solo le cose che mi fanno sentire viva: il profumo del mare negli appunti scritti di fretta, il quaderno di matematica con gli esercizi colorati, la collana che H. mi ha prestato una volta e che mi ricorda la sua risata, le golia che M. mi compra senza motivo e i piccoli oggetti che raccontano storie di giorni normali ma perfetti nella loro imperfezione.

E mentre chiudevo la valigia, ho sorriso da sola. Perché ogni cosa dentro ha un pezzo di me, un ricordo, un’emozione, e forse l’estate non sarà mai perfetta, ma sarà mia, tutta da vivere, tra corse sulla spiaggia, libri aperti fino a notte fonda e sguardi che non smettono di sorprendermi.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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