Il vento mi ricorda le vacanze passate
Oggi il vento ha un odore diverso. Non è ancora estate, ma si sente che sta arrivando, come un’onda lunga che si avvicina piano. Io sono in metropolitana con gli occhi chiusi e sento il profumo del mare, anche se sono a Milano, e so che è solo un ricordo. Ma è così forte che potrei giurare di essere a Loano, con i piedi nella sabbia, e M. che mi chiama da lontano, con la voce coperta dal rumore delle onde, e quel gesto che fa sempre quando ride, con la testa all’indietro e gli occhi chiusi.
Forse non è il mare che mi manca, ma la sensazione di essere libera, di non dover essere perfetta, di poter correre sulla spiaggia con i capelli bagnati e il costume storto, senza che nessuno mi giudichi. Lì non sono la figlia di nessuno, sono solo Alice, quella che nuota fino al faro, che scrive di notte sul blog che nessuno sa che è suo, e che ama un ragazzo che adora la sampdoria, usa i soldi di suo padre per comprarmi libri di fotografia che non capisco, e che guardo per ore solo per sentirmi più vicina a lui.
E mentre il treno scorre sotto la città, penso a tutte le estati che verranno: le corse sulle strade deserte, le risate rubate nei cortili, i gelati sciolti tra le dita, le mani intrecciate con qualcuno che sa leggere nei miei silenzi. Penso alle notti in cui non dormirò, persa tra pensieri ed appunti, sogni e mappe stellari, il profumo del cocco sui capelli e sulla pelle ed a quelle giornate in cui non farò nulla di utile, ma sentirò comunque di vivere davvero. Perché forse, alla fine, la libertà non è andare lontano, è trovare il mare dentro di sé, ovunque ci si trovi.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.