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Affinity & Heart June 4, 2001 Views: 8 1 min read

Biglietti e saluti che non so dire

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Ho ricevuto tre biglietti di fine anno. Uno da Y., con scritto “sei la persona più intelligente che conosco”, e mi ha fatto sorridere, è carino che lo pensi. Uno da una ragazza che non parla mai con me. E uno da H., con dentro un ticket del gelato del bar e la scritta “questo è per quando tornerai e avrai bisogno di zuccheri e di me”. Non ho detto niente, ma ho pianto in bagno perché a volte non so come fare a dire grazie a chi mi ha tenuta insieme quando non lo sapevo neanch’io che stavo cadendo. M. non c’entra, è solo che ho capito che certe persone non le meriti, le hai e basta, e che non devo spiegarlo a nessuno.

E mentre asciugavo le lacrime, ho realizzato che la vera fortuna non è essere ammirata o scelta, ma avere qualcuno che ti conosce così bene da riempire i pezzi vuoti della tua anima senza chiedere nulla in cambio. Ed è in questi gesti piccoli, invisibili agli altri, che capisco chi davvero conta.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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