Biglietti e saluti che non so dire
Ho ricevuto tre biglietti di fine anno. Uno da Y., con scritto “sei la persona più intelligente che conosco”, e mi ha fatto sorridere, è carino che lo pensi. Uno da una ragazza che non parla mai con me. E uno da H., con dentro un ticket del gelato del bar e la scritta “questo è per quando tornerai e avrai bisogno di zuccheri e di me”. Non ho detto niente, ma ho pianto in bagno perché a volte non so come fare a dire grazie a chi mi ha tenuta insieme quando non lo sapevo neanch’io che stavo cadendo. M. non c’entra, è solo che ho capito che certe persone non le meriti, le hai e basta, e che non devo spiegarlo a nessuno.
E mentre asciugavo le lacrime, ho realizzato che la vera fortuna non è essere ammirata o scelta, ma avere qualcuno che ti conosce così bene da riempire i pezzi vuoti della tua anima senza chiedere nulla in cambio. Ed è in questi gesti piccoli, invisibili agli altri, che capisco chi davvero conta.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.