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Crisis & Rebirth June 30, 2001 Views: 12 2 min read

Giugno se ne va, e io resto con nuovi inizi

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Giugno se ne va. Lo sento nell’aria, calda ma già meno brillante. Oggi il Doria era pieno di ragazzi, risate che rimbalzavano tra gli ombrelloni ed i tavolini dei chioschi. Abbiamo passato il pomeriggio a giocare a racchettoni, a rincorrerci tra la sabbia, con la pelle che pizzicava per il sole. M. era lì, con altri amici, a sfidare qualcuno a campana. Io ho raccolto conchiglie sparse con G. e S., alcune lucide, altre ruvide, tutte con storie da raccontare. Mio padre oggi non stava fermo: ha organizzato una partita di calcio improvvisata con altri padri. Io ed alcuni amici ci siamo seduti sul bordo del campo, ad osservare i tiri sbilenchi, le risate fragorose e i cappellini che volavano. Mio padre ha parlato tutto il tempo con il padre di M., si sono messi a parlare di barche, di pesca e di vecchi episodi al mare, della sampdoria. Sembravano già compagni di mille giornate estive.

Dopo la partita, ci siamo allontanati un po’ dalla spiaggia. Abbiamo camminato lungo il molo, il profumo del mare mescolato a quello della resina dei battelli. Qualcuno ha provato a pescare con una lenza improvvisata. Qualche pesce è saltato, pochi, sfuggenti. Ci siamo messi a ridere, inseguendo le reti dei bambini più piccoli e cercando di non far cadere il gelato dalla mano. Il sole scendeva, tingendo il cielo di arancio e viola. Le risate dei miei amici si mescolavano al canto dei gabbiani. Mio padre ci chiamava, ma io mi sono fermata un attimo a guardare le conchiglie che avevo raccolto. Piccole, diverse, perfette nel loro piccolo. Proprio come queste giornate: uguali eppure uniche, che giugno porta via con sé senza chiedere permesso.

Il vento era fresco, il mare calmo. Le chiacchiere degli amici e dei padri formavano un rumore continuo, leggero, che mi seguiva come una colonna sonora di fine estate. Giugno se ne va, ed io penso che tra poco arriverà luglio, ma queste ore resteranno sospese, tra sabbia, sole e conchiglie.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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