Riflessioni sulla vita tra le barche del porto
Siamo andati in barca. Solo io e mio padre, e alcuni suoi colleghi che sono venuti a trovarci. L’imbarcazione dondolava piano sulle onde leggere. Il legno scricchiolava sotto i piedi, mescolando odore di resina e di mare. Le boe battevano contro lo scafo. Mio padre ha acceso il motore, e il rumore si è mescolato al canto dei gabbiani. Abbiamo salutato le altre barche nel porto, e poi siamo usciti verso il largo. I colleghi ridevano, raccontavano storie di ufficio e battute che io non capivo del tutto, ma la loro voce si mescolava al vento come se fosse musica. Mio padre ha parlato con uno di loro del nuovo progetto, mentre un altro provava ad insegnarmi a guidare la barca. Ho riso ogni volta che giravo il timone troppo presto. Il sole picchiava, la pelle si scaldava, ed io osservavo le piccole onde che si infrangevano contro lo scafo. Abbiamo visto una famiglia di gabbiani inseguire un pesce. Io cercavo di contare le boe mentre il vento mi scompigliava i capelli. Ogni tanto, mio padre si voltava verso di me e sorrideva.
A metà giornata, abbiamo attraccato vicino ad una piccola cala rocciosa. Alcuni dei colleghi sono scesi a fare il bagno, altri hanno teso un telo per prendere il sole. Io e mio padre siamo rimasti sul ponte, a guardare l’acqua trasparente e il fondo pieno di piccole alghe. Abbiamo parlato poco. Era sufficiente sentire il motore spento, il fruscio dell’acqua e le risate degli amici di mio padre. Ho osservato le loro mani sporche di crema solare, le cuffie del walkman che saltavano da una tasca all’altra, e pensavo che certi legami nascono solo stando vicini, senza volerlo.
Quando il sole ha cominciato a scendere, il mare si è acceso di riflessi arancioni e rosa. Siamo tornati lentamente verso il porto. L’aria era fresca, le barche dondolavano, ed io sentivo il cuore leggero, pieno di rumore, di odori, di persone vicine. Non serviva altro. Solo quella giornata, così semplice e così nostra.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.