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Networks & Codes March 6, 2001 Views: 5 1 min read

Gli appunti sparsi e il mio caos ordinato

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Il mio zaino contiene:

3 quaderni (fisica, matematica, filosofia)
2 penne blu (una di riserva)
1 matita HB
1 gomma
1 cronometro digitale
1 flacone di collirio (per affaticamento da lettura)
1 libro di astrofisica avanzata

Oggi, dopo scuola, ho aperto il quaderno di fisica. Le pagine erano piene di appunti, frecce, formule, disegni di orbite. H. ha detto: “Sembra un caos.” Ho risposto: “È un sistema complesso. Ma non caotico. Ha una struttura. Solo che tu non la vedi.” Ho cronometrato il tempo che ci ha messo a capire un mio schema: 4 minuti e 33 secondi. Poi ha detto: “È come una mappa del cervello.” Ho annuito. “Esatto. È la mia mappa.” Perché non tutto deve essere lineare. A volte, la verità è un groviglio di connessioni che sembrano disordinate. Ma non lo sono. Sono solo profonde.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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