Gli appunti sparsi e il mio caos ordinato
Il mio zaino contiene:
3 quaderni (fisica, matematica, filosofia)
2 penne blu (una di riserva)
1 matita HB
1 gomma
1 cronometro digitale
1 flacone di collirio (per affaticamento da lettura)
1 libro di astrofisica avanzata
Oggi, dopo scuola, ho aperto il quaderno di fisica. Le pagine erano piene di appunti, frecce, formule, disegni di orbite. H. ha detto: “Sembra un caos.” Ho risposto: “È un sistema complesso. Ma non caotico. Ha una struttura. Solo che tu non la vedi.” Ho cronometrato il tempo che ci ha messo a capire un mio schema: 4 minuti e 33 secondi. Poi ha detto: “È come una mappa del cervello.” Ho annuito. “Esatto. È la mia mappa.” Perché non tutto deve essere lineare. A volte, la verità è un groviglio di connessioni che sembrano disordinate. Ma non lo sono. Sono solo profonde.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.