Un sorriso tra corridoi troppo affollati
Ho cronometrato i sorrisi oggi. In 4 ore di scuola, ne ho ricevuti 17. Di cui:
9 falsi (muscoli facciali attivati senza coinvolgimento limbico)
5 di cortesia (risposta automatica a un saluto)
3 sinceri (pupille dilatate, rughe agli angoli degli occhi)
Uno era di H. Quando le ho detto che avevo finito il compito di chimica in 22 minuti. Mi ha guardata e ha sorriso. Davvero. Ho sentito una scarica di dopamina. Non per il complimento. Per la certezza che esiste ancora qualcuno che mi vede. Senza filtri. Senza aspettative. Più tardi, un ragazzo della 3B mi ha chiesto: “Ma tu ridi mai?” Ho risposto: “Sì. Quando trovo una soluzione elegante a un problema complesso.” Lui ha fatto una smorfia. “Sei impossibile.” Ho detto: “No. Sei tu che non capisci la mia logica.” E sono andata via. Perché non serve spiegare l’universo a chi crede che la terra sia piatta.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.