La pioggia mi sorprende sulla strada
Non avevo l’ombrello. Il cielo era sereno alle 17:00. Ma a 17:55, pioggia. Intensa. Immediata. Ho calcolato: 3,2 km da scuola a casa. Velocità media di camminata: 5 km/h. Tempo stimato: 38 minuti. Sarei arrivata bagnata. Ho deciso di non correre. Perché correre non cambia il risultato. Solo la percezione del tempo. Ed io non voglio percepire. Voglio misurare. Così ho camminato. Con il libro sopra la testa. Con i capelli che si bagnavano. Con il vestito che si appiccicava. E in quel momento, ho pensato: forse essere bagnati non è un problema. È un dato. Ed io non devo evitarlo. Devo solo osservarlo. Quando sono arrivata, mamma ha detto: “Sei pazza.” Ho risposto: “No. Sono coerente.” Perché non posso controllare la pioggia. Ma posso controllare come la vivo.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.