Il vento tra i capelli e i pensieri leggeri
Oggi il vento non si è fermato un attimo. Ha soffiato tutto il pomeriggio, piegando gli ombrelloni, facendo danzare i teli colorati come bandiere impazzite. I bambini correvano urlando, le loro risate si mescolavano al fruscio del mare. Noi abbiamo cominciato a correre per fermare un telo, poi per gioco, poi senza motivo, solo per sentire il vento sulla pelle, per sentire i capelli sollevarsi e il respiro diventare corto e leggero allo stesso tempo.
M. mi ha inseguita. Mi ha afferrata per un braccio e mi ha fatta girare, ed io ho riso senza nemmeno riuscire a fermarmi. Era un riso pieno, di pancia, di quelli che ti fanno dimenticare il mondo per un attimo. Ci siamo seduti sulla sabbia umida, sudati, con la pelle salata dal mare e dal sole. Qualcuno ha tirato fuori i gelati. Li abbiamo mangiati piano, assaporando ogni boccone. Il mio era al limone: freddo, acido, perfetto. Quel gusto puro, semplice, mi ha fatto chiudere gli occhi per un istante, come se tutta la confusione del giorno svanisse e restasse solo quella freschezza sul palato, il sapore dell’estate concentrato in un solo morso.
Quando ci siamo rimessi in piedi, abbiamo preso le bici e ci siamo lanciati lungo il lungomare. Il vento ci spingeva da dietro, come un amico invisibile che ci sorrideva. Non servivano parole. Solo il suono delle ruote sulla strada, il mare accanto, il cielo pieno di nuvole che correvano più veloci di noi. I pensieri erano leggeri, come foglie in volo. Non serve sempre capire tutto. A volte basta lasciare che il mondo ti attraversi, e sentirsi vivi.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.