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Matter & Spirit July 5, 2001 Views: 7 2 min read

La sabbia calda sotto i piedi nudi

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Ho camminato a piedi nudi per quasi un’ora, dalla spiaggia al porto. La sabbia sotto i piedi era calda, ancora intrisa del sole di pomeriggio, ed ogni passo lasciava un’impronta che il vento sembrava voler cancellare subito. Ma io non volevo fermarmi. Volevo sentire. Ogni granello, ogni piccola imperfezione, ogni traccia lasciata da qualcun altro prima di me. Ad un certo punto, tra i ciottoli ed i gusci di conchiglie, ho trovato una scarpa. Una sola. Bianca. Non era mia. Non l’ho toccata, ci mancherebbe. Per un istante, ho pensato a quante cose lasciamo indietro senza accorgercene: parole, gesti, sguardi, momenti che scivolano via senza lasciare traccia.

Poi l’ho visto. M. era seduto su un muretto, le gambe penzoloni verso l’acqua, lo sguardo fisso sull’orizzonte. Mi ha notata, e senza dire una parola mi ha fatto segno di avvicinarmi. Mi sono seduta accanto a lui. Ha preso la mia mano: calda, sudata, reale. Non servivano parole. Il vento tra le barche, il fruscio leggero dell’acqua, il canto distante dei gabbiani: tutto sembrava parlare per noi. Ed in quel silenzio, con il sole che cominciava a scivolare verso il mare, ho sentito ogni cosa: la nostalgia, la pace, la stranezza dolce di un momento che non apparteneva a nessun altro, se non a noi.

Remember me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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