Note scritte su fogli che nessuno legge
Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.
Ho riempito 7 fogli oggi.
Senza titolo.
Senza destinatario.
Solo pensieri.
Formule.
Frammenti di frasi.
Una riga: “Se l’universo è isotropo, perché il tempo ha una direzione?”
Un’altra: “Perché le persone mentono per essere amate?”
Ed in fondo: “Vorrei non sentire. Ma se non sento, sono un sistema chiuso. Ed i sistemi chiusi muoiono.”
Li ho piegati. Uno per uno. Li ho messi in una scatola di latta con etichetta: “Non aprire. Dati grezzi.” H. ha detto: “Sembra un diario.” Ho risposto: “No. È un esperimento in corso.” Perché a volte, scrivere non è condividere. È misurare ciò che si è dentro, prima che si decomponga. E forse, un giorno, analizzerò questi dati. Per capire chi sono stata.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.