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Journey & Time June 20, 2001 Views: 17 2 min read

Onde e sabbia, il mare che mi cambia

Read this slowly. Let the words arrive before you decide what they mean.

Il mare, oggi, era calmo. Troppo calmo. Come se trattenesse il respiro in attesa di qualcosa. Sono arrivata in spiaggia presto, quando il sole era ancora un disco pallido e il vento sapeva di sale e di sonno. Ho camminato lungo la riva, lasciando che le onde mi bagnassero le caviglie, ed ho sentito la sabbia infilarsi tra le dita dei piedi: fine, tiepida, quasi complice. Più in là, un bambino piegato sul suo castello di sabbia lavorava con la concentrazione di un architetto invisibile. Le sue mani piccole correvano veloci, piene di progetto. Poi è arrivata una piccola onda, lenta e ostinata, ed ha cancellato tutto in un attimo. Lui non ha pianto. Ha riso. Ha preso un secchiello ed ha ricominciato. Sono rimasta impietrita, come se la scena mi avesse inchiodata al punto in cui ero. Se fosse capitato a me, a quell’età, le lacrime mi avrebbero trovato subito. Forse crescere è questo. Non costruire per l’eternità, ma imparare a ricominciare senza paura.

Il resto della mattina l’ho passato tra pagine e cielo. Un libro aperto sulle ginocchia, la luce che cambiava di minuto in minuto, i gabbiani che tracciavano traiettorie invisibili nell’aria. Verso mezzogiorno, il caldo ha iniziato a pesare sulla pelle, e l’acqua ha chiamato: mi sono immersa, lasciando che il silenzio liquido mi circondasse.

È stato più tardi, verso alle 2:00, che M. è arrivato. Senza dire una parola. Si è seduto accanto a me, con i capelli ancora bagnati, le gocce che gli scivolavano sul collo. Ho posato lo sguardo su di lui solo un attimo, prima di tornare al mare. Le onde si rompevano piano, il cielo azzurro, e noi. Mio padre, che stava leggendo sotto l’ombrellone, si è alzato e ci è venuto incontro. M. l’ha salutato con un cenno breve, di quelli che valgono più di molte parole. Poi ci ha guardati entrambi, come se volesse leggere qualcosa nei nostri occhi, ma senza dire nulla.

Abbiamo parlato di niente: di un film, di un libro, di un posto lontano. Ma non era quello a riempire il pomeriggio. Era il silenzio tra le parole. Era il modo in cui la sua spalla sfiorava la mia. Era il calore che non veniva solo dal sole. Il tempo, per un istante, si è fermato. E per la prima volta, non ho voluto che ripartisse…

Rememebr me,
Eclipse

Why?

Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.

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