Ultimi banchi e penne vuote
Oggi ho svuotato il banco. Matite senza punta, penne senza inchiostro, un chewing gum masticato troppo, un appunto di H. con scritto “non dimenticare il gelato” e una foto di me e M. scattata a Loano con la Polaroid che ora tengo tra le pagine del quaderno di filosofia dove nessuno la trova ma io la vedo ogni volta che apro a caso e sento il cuore accelerare anche se non dovrei. La prof di matematica ha detto che siamo stati bravi quest’anno e qualcuno ha applaudito ma io non ho battuto le mani perché ero troppo occupata a pensare che tra pochi giorni il treno mi porterà a Genova e lui mi aspetterà con la giacca di pelle e gli occhi che non chiedono niente ma dicono tutto e che non devo più nascondere niente perché ormai lo sanno tutti che esce con me la figlia della Milano bene che invece di andare ai party va in spiaggia a guardare le stelle con un ragazzo che odia i galà e scatta foto ai gabbiani come se fossero eroi.
Remember me,
Eclipse
Why?
Because every thought leaves a trace. If something moved you, disturbed you, softened you, or made you think, leave it here, quietly.